La ginnastica della macchina

Macchine fitness

La fiera “Rimini Wellness”, che ho visitato domenica scorsa, mi ha aperto gli occhi sulla concezione che gli operatori del settore hanno del benessere: si tratta essenzialmente di fare muovere macchine, di entrare in simbiosi carnale-metallica con esse.

Il 90% degli stand presenti alla fiera infatti erano dedicati ai nuovi “attrezzi” per fare muovere forzatamente lavoratori sedentari che trascorrono le otto ore seduti davanti ad una scrivania.

Il tutto è stato condito con una idea più moderata dell’esercizio fisico rispetto alla precedente “California fiera del body-building” ma alla fine l’ideologia che ne sta alla base è la medesima.

Un’idea che le otto ore di lavoro si debbano prolungare anche in palestra. Non basta avere a che fare per la maggiorparte del tempo lavorativo con strumenti, macchine, computer, insomma con la “dimensione dell’inorganico” dotata senza dubbio di un forte sex appeal, ma anche nel tempo libero bisogna appoggiarsi a congegni sofisticati, dobbiamo ibridarci con essi, dobbiamo insomma continuare ad alimentare, spingere, controllare macchine.

Tutto ciò alla resa dei conti ci depriva di una cosa importantissima: il contatto fisico! Gli esercizi si possono fare benissimo a coppie evitando costosissimi e spesso inutili apparati. Questo si impara facendo arti marziali e ginnastica a corpo libero.

Ma la palestra di oggi deve essere piena di tecnologia, deve stupire con le luci degli schermi, con computer che regolino il nostro allenamento ed in ultima istanza ci dominino.

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