Andrea e lo scalino della farmacia
 
Andrea guardava pensieroso la vetrina della farmacia.
Gli passo accanto, lo chiamo, come al solito. Si gira, ha l’aria affranta e rattristata. E’ rosso in volto. Gli chiedo banalmente – Come va?
Andrea non risponde. Non può entrare in farmacia, nonostante la porta automatica, c’è uno scalino oltre cui la sua carrozzina motorizzata non può muoversi.
Provo ad aiutarlo, a fatica riesco ad alzare il suo mezzo di trasporto elettrico. Mi ferisco leggermente ad una mano. Alla fine riesco.
Se non fossi passato casualmente accanto ad Andrea, chi l’avrebbe aiutato? Forse se ne sarebbe andato senza potere acquistare le medicine…
Una farmacia non dovrebbe avere barriere architettoniche: ho vestito per un attimo i panni di Andrea ed ho provato un senso di rassegnazione: mi sono sentito un peso per una società che esclude le categorie sociali più deboli da un’azione banale come quella di comprarsi un’aspirina.