Luna bluff
Qualche anno fa un mio amico mi portò il famoso libro di Bill Kaysing “Non siamo mai andati sulla luna”. Dopo che aprii la prima copertina e vidi cosa c’era sotto, una “controcopertina” che ritraeva gli astronauti “allunati” in uno studio cinematografico, scoppiai a ridere e liquidai il tutto come trash, spazzatura pseudo-storico/scientifica.
Oggi mi devo ricredere. Ormai sono fermamente convinto che tutta la missione Apollo fosse una mastodontica macchinazione con lo scopo di risollevare le sorti dell’America che stava perdendo la guerra fredda con la disfatta del Vietnam.
La “conquista della luna” sortì l’effetto desiderato e l’allunaggio ebbe un enorme impatto sull’immaginario collettivo, divenne storia: la bandiera degli Stati Uniti fu piantata sul nostro satellite (e sulle nostre teste) nel 1969.
Probabilmente fu l’inganno collettivo più importante del secolo scorso: cambiò per sempre gli eventi storici, le stelle e le strisce da quel punto in poi furono i dominatori del nostro pianeta, un dominio di immagine!
La luna cosi desiderata e decantata dai poeti, dai folli e dagli ubriachi, la luna dei lupi mannari e dei visionari era stata rubata, calpestata, violata, strumentalizzata a scopi politici ed economici, un po’ come ce la rappresentò il maestro Federico Fellini nel suo ultimo film, “La voce della luna“.
Fu un “golpe simbolico” globale, un colpo di stato nel nostro universo di simboli dalla portata e dalla risonanza inimmaginabili.
Perché dico questo?
Guardando le foto di allora con gli occhi di oggi si scopre infatti che le cose non sono assolutamente andate come ce le hanno raccontate.
Questo sito descrive con dovizia di particolari le innumerevoli incongruenze che chiunque può riscontrare analizzando le fotografie fatte sulla luna durante le missioni Apollo.
Il video seguente (in inglese) mostra la tecnologia utilizzata per fare ondeggiare gli astronauti sulla pseudo-luna: