Archivio di maggio 2007

Samuele e l’insetto

domenica 13 maggio 2007

L’insetto immondo

Tempo fa durante la trasmissione “Le Storie – Diario Italiano” di Corrado Augias ho assistito all’intervista del mio concittadino e coetaneo Samuele Bersani.

L’intervento di questo famoso cantautore, che tra l’altro ho la fortuna di conoscere, verteva in gran parte sulla strumentalizzazione degli eventi di cronaca più tragici da parte della TV e soprattutto di alcuni programmi di intrattenimento condotti da un giornalista dal nome di insetto…

Il caso di Cogne e l’uccisione del piccolo Samuele Lorenzi aveva infatti ispirato Samuele Bersani e in particolare la canzone “Cattiva”, primo estratto dell’album “Caramella Smog”, il cui testo era caratterizzato da una presa di posizione netta e politicamente scorretta.

Decisi così di complimentarmi con Samuele e gli scrissi dicendo che condividevo in toto il suo coraggioso sfogo perché, forse per la prima volta, aveva toccato un nervo scoperto della società dell’informazione: i fatti di cronaca che diventano spettacolo di intrattenimento televisivo.

Il sospetto matricidio di Cogne era infatti il pasto ideale per gli sciacalli della pseudoinformazione: Samuele si sentiva particolarmente coinvolto e chiamato in causa perché, per una singolare coincidenza,  il suo nome veniva fatto ogni volta si parlasse di Cogne e dell’uccisione del piccolo suo sfortunato omonimo. Samuele “si sentiva chiamato” durante le innumerevoli trasmissioni incentrate su questo tragico fatto di cronaca.

Samuele anzi “il piccolo Samuele” diventava quasi un mantra ripetuto ossessivamente dall’insetto e da tutta qualla tv pruriginosa e pornografica nel senso più deleterio del termine.

E’ pornografia televisiva mostrare sfregandosi le mani il plastico della villetta di Cogne descrivendo nei minimi dettagli i movimenti dei Lorenzi, il pigiama, le macchie di sangue, le ciabatte, i possibili oggetti con cui l’assassino avrebbe infierito sul piccolo Samuele: “E’ stato questo o è stato quest’altro a uccidere il piccolo Samuele?” pontificava l’insetto…

Tutto questo malato accanirsi sui dettagli del delitto di Cogne accadeva mentre era ancora in atto l’”editto bulgaro” del nostro ex-premier che, durante una sua visita in Bulgaria appunto, aveva definito come “criminoso” l’uso della TV da parte di Biagi, Luttazzi, Santoro poi, di conseguenza, epurati senza pietà da tutti i palinsensti e costretti ad un lungo esilio televisivo…

Samuele Bersani venne redarguito da Augias quando osò definire “immondo” l’uso della TV da parte dell’insetto: “Questo lei non lo può dire”. Forse il giornalista sentiva il suo posto a richio magari con tanto di querela e strascichi giudiziari?

Ma questa era ed è la verità!!!

Dobbiamo dire stop a tutto ciò e fermare questo nostro dipendente – lo paghiamo noi con il canone -: esiste una petizione on line

Per sottoscriverla cliccate qui

Firmatela vi prego.

Il creativo e il direttore

sabato 12 maggio 2007

Guardate questo video-testimonianza di un’animata discussione tra un creativo e il direttore del marketing in un’azienda italiana:


Al di là degli aspetti involontariamente comici di questa situazione, relativa a due persone che non sanno evidentemente comunicare, mi nasce spontanea una riflessione sugli ambienti lavorativi odierni tra contratti a termine, co.co.pro, precarietà, stipendi inadeguati al costo della vita, ricatti, prevaricazione, abusi di potere, arrivismo e tanti altri problemi.

Dobbiamo aprire gli occhi sull’Italia di oggi dove ormai è un miraggio superare i 1.000 Euro al mese e dove i più penalizzati sono le persone creative, i ricercatori, gli scienziati, gli insegnanti.

Penso che oggi i luoghi più stressanti siano proprio gli ambienti di lavoro, spesso uffici ricavati in tristi fabbricati in cemento armato piuttosto insalubri, troppo spesso vissuti come opprimenti e asfissianti prigioni dai lavoratori.

Ad aggravare lo stress dell’impiegato “medio” ci sono una serie di circostanze ormai comuni contro cui troppo spesso costui si trova a lottare in una battaglia che lo vede sempre perdente: mansioni ripetitive ed alienanti, computer intasati da trojan, virus e ogni qualsiasi specie di malware, caselle di posta elettronica bombardate da spamming, telefoni, cellulari, fax che squillano di continuo…

A questo si aggiungano i problemi di relazione e di comunicazione più vari: la pressione e il fiato sul collo di capi frustrati, il dovere lavorare con colleghi “lecchini” e arrivisti pronti a tagliare la testa al proprio vicino pur di sembrare più alti…

Ma negli anni novanta non si diceva che il futuro sarebbe stato il telelavoro?

Di chi è lo Yoga?

giovedì 10 maggio 2007

yoga copyright

Leggo ora su “la Repubblica” che in USA qualcuno ha pensato di brevettare lo Yoga e che India e Stati Uniti si stanno disputando i diritti d’autore sull’antica pratica indiana:

‘Ufficio Marchi e Brevetti degli Stati Uniti ha emesso 150 diritti d’autore attinenti allo yoga, 134 brevetti su accessori correlati a questa disciplina e 2.315 marchi di fabbrica”…

Pazzesco! Come è possibile brevettare una cultura millenaria, patrimonio storico dell’India che è stata diffusa gratuitamente a beneficio dell’intera Umanità?

E’ un non-sense: quindi, se ho capito bene, ogni volta che mostrassi a qualcuno il saluto al sole o se decidessi di insegnare qualche asana alla mia nipotina, dovrei versare una quota per il copyright a qualche ente o associazione straniera depositaria del patrimonio intellettuale dello Yoga?

E coloro che insegnano l’Hatha Yoga gratuitamente o quasi, come il mio amico Paolo?

No, mi spiace, non si può ridurre tutto ad una questione di “proprietà”. Bisogna vincere questo meccanismo perverso di appropriazione indebita, di furto.

Come possiamo depredare culture millenarie impunemente calpestandole a tal punto da ridurle a mero prodotto commerciale, di consumo? Nessuno ha il diritto di brevettare conoscenze di altri popoli, non è giusto, non possiamo lasciare che ciò accada…

La stessa logica del profitto ha spinto le multinazionali alimentari a brevettare numerosi esseri viventi creando ibridi manipolati geneticamente con il solo scopo di rendere i contadini e l’industria alimentare dipendente dai loro OGM: vanno in giro per il mondo a rubare il codice genetico delle colture tipiche di interi popoli per modificarle e renderle brevettabili, quindi, in ultima analisi, per privatizzarle e ricavarci tanti, ma tanti soldi.

E’ una pratica profondamente ingiusta che grida vendetta, un atto di prepotenza della globalizzazione sui popoli più poveri. Una volta modificate geneticamente, infatti, queste piante vengono deliberatamente rese sterili, così i contadini sono costretti ad acquistare le sementi per ogni raccolto. E questo per sempre. Antiche piante millenarie come quelle del riso o della soia, che madre natura ci regalava, sono ora soggette al copyright.

Dopo l’acqua e lo Yoga tra qualche anno le multinazionali privatizzeranno anche l’aria…

Un dito Zen…

mercoledì 9 maggio 2007


Forse tra qualche anno ci riuscirò anch’io…

La guerra tra i sessi che fa bene al business

martedì 8 maggio 2007

La guerra tra i sessi

«Il marketing americano sta puntando sulla guerra tra i sessi per fare soldi e la tecnica sta funzionando: le nostre figlie spendono milioni di dollari all’anno per umiliare ed insultare i maschi»

Ecco cosa afferma il Wall Street Journal in un vecchio articolo datato 2005…

Come al solito noi italiani tendiamo ad assorbire e metabolizzare le tendenze d’oltreoceano con qualche anno di distanza, ma questo processo osmotico sembra inarrestabile: ovunque ci si guardi intorno, messaggi pubblicitari, reality, talk show… la tendenza è sempre quella di contrapporre un modello femminile vincente e autosufficiente ad uno maschile perdente, prevedibile, inetto, stupido.

Chiudete gli occhi e provate a ricordare: quanti spot vi vengono in mente in cui gli uomini sono rappresentati allo stato larvale contrapposti a statuarie virago che non perdono l’occasione per umiliarli?

E’ da molto tempo che avverto questa tendenza e tutto questo si ripercuote necessariamente anche nelle relazioni di tutti i giorni: noto sempre più spesso ragazze di bell’aspetto, curatissime, vestite alla moda che però esprimono un senso di rabbia e profonda frustrazione.

Sono persone del tutto inavvicinabili, almeno esteriormente. Sembra abbiano indossato assieme ai vestiti all’ultima moda anche una corazza impenetrabile.

Solo incrociarle per strada mi infastidisce… Poi penso: “non è colpa loro. Hanno assunto consciamente o inconsciamente un modello comportamentale imposto da una società sempre più competitiva figlia del capitalismo avanzato made in USA…”

Viaggiando infatti la differenza si nota ed è abissale: nei paesi ex comunisti ad esempio, in Thailandia, o nel nord Europa (per citare i paesi che ho visitato): qui le ragazze sono più rilassate, non devono dimostrare nulla se non quello che sono.

Penso che le vittime designate di questo modello estremamente competitivo siano i giovani maschi più sensibili, quelli più anticonformisti e anarchici che credono ancora nei sentimenti e nell’amore sincero.

Elogio a Piero Ricca

lunedì 7 maggio 2007

Se c’è una persona che vorrei elogiare questa è Piero Ricca, l’uomo che ha il coraggio di dire in faccia ai potenti quello che pensa di loro.

Il famoso “puffone” che gli è costato un processo:


Qui è con il leccatore più famoso d’Italia “vergogna del giornalismo italiano”:


Incontra un famoso critico d’arte ora assessore a Milano:


Intervistato da l’Espresso parla dei suoi particolari incontri:


E questo è il suo blog: www.pieroricca.org

Carta inutile

domenica 6 maggio 2007

La mia cassetta delle lettere

Tutti i giorni è la stessa storia: scendo per prendere la posta e mi ritrovo la cassetta delle lettere sempre invasa dai volantini pubblicitari delle varie catene di supermercati, hard discount, negozi di elettronica, computer e compagnia bella…

Non ne posso più, stamattina ho avuto un moto di insofferenza e armato della mia infaticabile fotocamera ho immortalato la mia cassetta delle lettere e ho deciso di esprimere ed esternare questo mio sentimento su questo blog.

Come vedete è colma all’inverosimile e la cosa peggiore è che spesso in mezzo agli sgargianti colori delle promozioni si nascondono subdolamente le fatture delle bollette e i cartoncini gialli delle raccomandate…

Spesso con un moto di stizza prendo l’insieme della carta e ne faccio una piccola palla che poi finisce immancabilmente nel contenitore dell’immondizia che ho vicino casa.

No, non leggo i fogli pubblicitari: non mi interessano le offerte sottocosto e le promozioni.

Mi sento invaso e assediato da prodotti e oggetti di cui non ho assolutamente bisogno, e mi da molto fastidio il fatto che la pubblicità, ovvero la volontà dei produttori di fare insorgere in me un bisogno che prima non c’era, invada la mia cassetta delle lettere, tanto più perché è pubblicità non richiesta.

“La pubblicità è l’anima del commercio”, ma l’anima del commercio ora si insinua nelle cassette delle lettere in tutta la sua fisicità: diventa corpo cartaceo che si deposita e intasa spazi destinati ad altro.

Così comincio ad odiare i sottocosto e le offerte speciali.

Bunker sul porto 2 – Comunicato stampa

sabato 5 maggio 2007

Bunker sul mare a Cattolica 2

Pubblico integralmente il comunicato stampa del gruppo Arcobaleno di Cattolica con l’invito a firmare la petizione per l’abbattimento del bunker sul porto di Cattolica:

“Diamo di nuovo appuntamento ai cittadini per Domenica 6 Maggio a partire dalle ore 15 al porto. La raccolta di firme continua. L’obiettivo delle mille firme è a portata di mano!

Chiediamo, ostinatamente, la sospensione dei lavori, l’abbattimento dell’orribile manufatto e una soluzione idonea e tempestiva per i chioschisti.

Ci sono ingredienti straordinari nella indignazione e mobilitazione dei cittadini in questa vicenda: si sentono come defraudati perché colpiti in un luogo simbolo per la storia della città (il porto della marineria), la sostanziale unanimità di giudizio (quel manufatto è un obbrobrio!), una partecipazione anche creativa (striscioni, slogan, performance artistiche…).

E’ giusto informare che quest’ultime espressioni democratiche della libertà di pensiero, sono state ripetutamente oggetto di pressione (minacce di denuncia?) da parte di qualche esponente del Palazzo. Che strano concetto di democrazia si annida in quel Palazzo?

Questa mobilitazione ha contagiato anche diversi turisti e cittadini delle località vicine, stravolti da tanta bruttezza e sfrontatezza. Risultato: vogliono firmare la petizione! Questa la motivazione emblematica di un turista: “Cattolica appartiene anche ai suoi turisti, la amano per le sue cose belle, odiano le cose brutte e vogliono condividere la protesta“. Bel segno di senso civico!

C’è, invece, l’atteggiamento stantio e arrogante di un’amministrazione che combina un guaio dopo l’altro e rimane sorda alla civile protesta dei cittadini. Un comportamento che rasenta la bassezza quando vuole fare ricadere la sua scelta nefasta sui chioschisti. Tutto il caos nasce dalla difesa dei privilegi di qualcuno, e le legittime aspettative dei chioschisti sono state ripetutamente negate quando più volte hanno proposto responsabilmente soluzioni diverse e valide. Ma l’amministrazione comunale li ha messi con le spalle al muro: o quello o perdete la stagione!

Ci chiediamo se sia possibile, non solo legalmente ma anche sul piano morale, apportare una variante in corso d’opera così impattante, senza passare per le dovute sedi istituzionali (Commissione e Consiglio comunale). Ci si chiede, con spavento, ma se fosse possibile… con una variante avrebbero potuto costruire anche un condominio?…

E che dire di un luogo pubblico e demaniale come il porto, dove insiste una importante attività di pesca e il passaggio di migliaia di turisti… mancante da tempo dei bagni pubblici? Se seguite le indicazioni (WC) vi porteranno a dei bagni sempre chiusi, mentre dove dovrebbe esserci (Convenzione delibera G.M. n° 9 del 16/02/2005) non troverete indicazioni ma tanti ostacoli. Nonostante le ripetute segnalazioni in Comune, nulla è stato fatto. Perché?

Invitiamo ancora quei cittadini (sicuramente pochi) a fare un giro al porto per vedere con i loro occhi, fin dove può arrivare l’insensibilità ambientale, la mancanza di buon senso e lo scarso rispetto per un luogo storico come il porto.

Molti cittadini ancora non sanno che dal Ristorante La Lampara in giù, verso il mare, dove prima c’era la spiaggia libera, sorgerà una nuova colata di cemento per costruire, ancora, numerose attività commerciali. In questo Piano del porto la speculazione ha fatto il pieno. I vari “furbetti del porticino” ringraziano, ancora una volta, l’amministrazione comunale.

GRUPPO CONSILIARE ARCOBALENO DI CATTOLICA”

Il bunker che cancella il mare

sabato 5 maggio 2007

Bunker sul mare a Cattolica

Mi viene da piangere! Tempo fa in una mia passeggiata mattutina lungo la spiaggia di Cattolica in direzione del porto, ho fatto un’orribile scoperta: stavano gettando le fondamenta per costruire una nuova struttura in cemento armato adiacente allo storico ristorante la Lampara.

Come si vede dalla foto il fabbricato, o meglio il bunker, ancora in costruzione, nasconde completamente la vista del mare se si passeggia lungo la vecchia darsena all’altezza del litorale.

Una volta proprio lì c’erano delle splendide panchine e ho vivissimi ricordi di tramonti vissuti ad ammirare l’ocra, l’arancio, il rosso del sole quando andava a dormire colorando il mare con calde sfumature…

Il romanticismo di quei vecchi momenti ora è completamente tagliato, eliminato eclissato dal grigio del cemento. Ora per vedere il mare bisogna salire lungo il lungomare sopraelevato.

Questo è un danno per tutti i cattolichini e, anche considerando la questione da un punto di vista turistico, un danno alle categorie commerciali e all’immagine della nostra zona sempre più cementificata.

La logica affaristica della cementificazione sembra una metastasi inarrestabile: il territorio del comune è piccolo, anzi micorscopico, e non possiamo renderlo una uniforme crosta grigia.

Al momento è attiva una raccolta di firme per fermare e (magari!) abbattere questo bunker, un vero e proprio scempio paesaggistico.

Appuntamento domani pomeriggio al porto di Cattolica.

Ulteriori informazioni prossimamente su questo blog.

Auto senza rispetto!!!

venerdì 4 maggio 2007

Parcheggi in via Pascoli Cattolica

“Ormai vogliono entrare dentro casa…”, “Non riusciamo ad uscire con la carrozzina del bimbo…”, “Ormai è un casino, l’amministrazione comunale promette, promette ma non fa nulla…”, “Era meglio prima, quando c’erano i marciapiedi e si parcheggiava solo da un lato della strada…”.

Tutti i giorni, tutti, ma proprio tutti, in via Pascoli, una delle strade storiche di Cattolica detta anche la “Cattolica vecchia”, le auto assediano le abitazioni e gli abitanti fanno fatica ad uscire dai portoni per andare a lavorare. Spesso le macchine sono talmente fitte e mal parcheggiate che il traffico si blocca del tutto!

E’ una situazione demenziale: una strada caratteristica che diventa un disordinatissimo parcheggio rionale. Non ci sono regole, o meglio ci sarebbe la sosta limitata nel tempo con disco orario, che di fatto però non viene mai applicata, qui i vigili non vigilano!

Questa invasione delle scatole e scatoloni a 4 ruote (spesso fuoristrada, furgoni e SUV) avviene poi in un contesto abitativo già reso precario da un arredo urbano in disfacimento: bastano poche gocce di pioggia e nel mezzo di via Pascoli gli abitanti si ritrovano un ruscello in piena…

I molti anziani che abitano in via Pascoli sono i più penalizzati da questa situazione perché sono quelli che vivono la maggiorparte del tempo nelle loro case e che per questo subiscono maggiormente le angherie degli automobilisti in sosta abusiva: lo spazio vitale attorno alle abitazioni a schiera della Cattolica Vecchia è un diritto essenziale per tutti quelli che ci vivono.

Faccio un appello all’amministrazione comunale e in particolare al sindaco Pazzaglini affinché regolamentino la sosta e la viabilità in via Pascoli mettendo in atto quello che avevano promesso durante l’ultimo incontro con gli abitanti e gli esercenti della via.


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