La “libertà”

La statua della liberta’

Tutti oggi si riempiono la bocca con la parola “libertà”: la “casa della libertà”, la libertà di farsi gli spinelli, di abortire, di scegliere come morire, di consumare, inquinare, la libertà di coscienza, il libero mercato…

Addirittura ci siamo dati il diritto, noi occidente, di insegnare agli altri popoli che cosa sia la libertà. Noi, maestri di libertà e di civiltà, noi eredi dell’illuminismo e della filosofia greca, di Kant e del razionalismo, vogliamo che la nostra idea di libertà si diffonda in tutto il mondo. Usiamo le buone ma anche, e soprattutto, le cattive.

Così insegnamo cos’è la libertà invadendo gli “stati canaglia”, distruggendo interi paesi con il fosforo bianco, seminando bombe a grappolo e mine anti-uomo. Imprigionando e torturando i “nemici della libertà” a Guantanamo e Abu Ghraib.

Aiutiamo l’emancipazione delle donne nei paesi musulmani con quella che Umberto Eco definisce la “neo-guerra” cioè una guerra mai dichiarata, combattuta in modo asimmetrico e dove le vittime sono per il 90% civili inermi.

Questa è la nostra libertà, la libertà dei predoni, la libertà dei conquistadores, la libertà da far west.

Uomo del mio tempo
Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne, le meridiane di morte,
- t’ho visto – dentro il carro di fuoco, alle forche,
alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,
con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
quando il fratello disse all’altro fratello:
- Andiamo ai campi. – E quell’eco fredda, tenace,
è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
salite dalla terra, dimenticate i padri:
le loro tombe affondano nella cenere,
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.

Salvatore Quasimodo

1 Commento a “La “libertà””

  1. Ilredeire scrive:

    Sai Fabio,
    siamo in molti ad essere assassini, a volte anche verso noi stessi, quando reprimiamo le nostre emozioni, è come se ci uccidessimo, uccidiamo il nostro diritto ad esser liberi.
    E’ importante comunicare, comunicare con il cuore e fare in modo che i nostri messaggi siano percepiti correttamente dall’umanità.
    A volte il sangue viene versato per una giusta causa, molto spesso viene sparso senza una reale necessità e quel che è peggio senza consapevolezza, gente mandata al massacro, come miseri pedoni senza alcuna possibilità di trasformarsi in regine!

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