Archivio di giugno 2007

Divide et impera

venerdì 1 giugno 2007

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Notizia di questi giorni è che i russi hanno ripreso la corsa al riarmo come conseguenza della dottrina neocon USA e del suo folle unilateralismo.

Gli americani infatti intendono installare nuovi missili nel cuore dell’Europa (o forse già ci sono?), in Polonia e Ceca, territori un tempo appartenenti al patto di Varsavia, per difendere gli alleati Nato e quindi anche noi italiani. La minaccia è, udite, udite…l’Iran e il ferocissimo regime degli Ayatollah, definito dai falchi guerrafondai neocon “la nuova Germania del ’36″!

L’Iran non ha bombe atomiche ne’ una tecnologia missilistica in grado di colpire l’Europa.

E poi, perché mai dovrebbe farlo?

Le motivazioni ufficiali di questa nuova corsa al riarmo sembrano dunque solo scuse senza senso, palle ben confezionate dai media ora più che mai “la voce del padrone”.

Il vero scopo di questa immensa quantità di menzogne è invece quello di nascondere la reale strategia imperialista e dominatrice USA sintetizzabile nella massima latina del “divide et impera”.

Con questo approccio i romani dominarono tutto il mondo conosciuto del loro tempo. Oggi come ieri l’impero divide i popoli dell’Europa per assoggettarli alla sua logica di dominio.

Ma la società civile di oggi non è paragonabile ai popoli barbari di allora. Anche se ormai ci siamo abituati e a volte non riflettiamo neanche più sul livello di stupidità del potere globale mondialista, in molti di noi una voce critica si sta alzando sempre più forte a tal punto da diventare assordante.

La verità è scandalosa: gli USA e i suoi alleati devono nel più breve tempo possibile occupare le risorse energetiche petrolifere e le posizioni strategiche per dominarle dividendo contemporaneamente l’Europa con una nuova folle corsa al riarmo proprio all’interno del vecchio continente.

Tutto questo perché il petrolio sta toccando il suo picco di produzione: tra pochi anni (10?, 20?) non farà che aumentare di prezzo a tal punto da rendere il suo utilizzo poco conveniente come combustibile e materia prima.

La Russia chiaramente non sta a guardare e reagisce di conseguenza. Non era forse logico aspettarselo, astuti strateghi della Nato?

L’orologio della storia sembra, follemente, tornare indietro.


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