Madre Terra ammalata

terra ammalata

Caldo asfissiante, “caldo malato”: quello che stupisce non è tanto l’intensità, picchi di oltre 40 gradi ci sono stati anche in altri anni durante la stagione calda, ma la costanza con cui si presentano le alte temperature.

Vivere costantemente per lunghi periodi a temperature di oltre 35 gradi mi sembra qualcosa di innaturale, almeno alle nostre latitudini.

Come una malattia, allo stesso modo in cui una febbre cronica è debilitante per il malcapitato che deve sopportarla, il nostro ambiente, il nostro habitat sembra avere una malattia cronica da surriscaldamento e, in virtù di questo tutto viene alterato: il ciclo delle stagioni, il ciclo dell’acqua, le precipitazioni, i consumi energetici, i comportamenti degli animali, e di conseguenza, le nostre abitudini consolidate ormai da decenni.

La Terra ha la febbre, nostra Madre è ammalata.

Non si fa praticamente nulla per porre rimedio al global warming. A parte i concerti e qualche opera di sensibilizzazione ai problemi ambientali, proprio nulla!

Qual’è la causa di questa malattia? Non si sa con certezza, e le proposte per porvi rimedio sono a dir poco ridicole!

Riporto a tal proposito una parte di un articolo del buon Maurizio Blondet, giornalista che stimo per l’indipendenza e l’originalità di pensiero:

(…) La tesi vincente è che a provocare il riscaldamento globale non sono fatti naturali e astronomici, bensì l’industrializzazione umana.
Facciamo per un attimo tacere le due opposte tesi, e domandiamoci: anche se fosse vera la seconda (causa umana del problema) pensiamo davvero che ci si possa fare qualcosa?
Siamo pronti come umanità a rinunciare ai trasporti, al riscaldamento, alla catena del freddo, e tornare ai cavalli e agli asini?
Cito a caso alcune delle ultime proposte che ho trovato seriamente esposte sui media:
1) la ministra Turco consiglia di togliersi la cravatta in ufficio, così da risparmiare sull’aria condizionata.
2) La Monsanto propone di modificare geneticamente il mangime animale, onde ridurre le flatulenze (buccali ed anali) delle mucche e dei ruminanti in genere, considerate una della grandi cause dell’effetto-serra.
3) Famosi ecologisti invitano ad usare la bicicletta e a non fare il bagno né a cambiarsi le mutande.
4) Ditte specializzate propongono l’installazione di mulini a otto pale, del tipo olandese, a quanto pare più efficienti delle fantascientifiche turbine a vento che bruttano il paesaggio.
5) Interi governi puntano sul «bio-carburante», da ricavare con distillazioni (consumatrici di energia petrolifera) da cereali, granturchi, soya. ”

(Proposta che se fosse messa realmente in atto mettrebbe a serio repentaglio il patrimonio boschivo mondiale)

“Naturalmente, tutti poi sono massicciamente contro il nucleare come fonte d’energia.
Per via delle scorie e dei pericoli di fughe radioattive (avete visto la centrale giapponese…).
L’argomento può apparire razionale.
A patto che si dimentichi che da anni, in Iraq e in Afghanistan, e prima ancora in Kossovo, le armate americane hanno sparso milioni di quintali di uranio impoverito, che ci sta già tutti avvelenando, che si accumula nelle ossa e provoca malformazioni genetiche in tragico aumento. Questo piccolo dettaglio è infatti volonterosamente dimenticato da tutti i media, rispettosi dei proiettili made in USA (…)”

Guardate questo corto animato, vale più di mille discorsi; s’intitola “l’albero”, buona visione!


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