Gioioso mito turistico

Vivo una vita ripetitiva, per circa quattro mesi all’anno sono testimone e in qualche modo attore di una enorme megamacchina narrativa autoreferenziale la cui meta-narrazione parla di divertimento, cibo, gioia, svago, sole, previsioni del tempo, arrivi, partenze, pagamenti, caparre…
A volte questo racconto, questa sorta di gioioso mito turistico, si dipinge come felice, parla di se stesso in termini di accoglienza, organizzazione, creatività , fantasia, “romagna mia”…
Non c’è dubbio che in questo ci sia del vero, l’aspetto che però nessuno ha mai coraggio di sottolineare e di descrivere è la ricorsività della vita della vacanza di massa per coloro che lavorano per renderla possibile.
Un po’ quello che il buon Marco Belemmi “Bedo” sul suo blog chiama “Il loop dell’albergatore“: sono d’accordo con Marco, però estenderei questa idea di loop ricorsivo a tutta la vita estiva nel suo complesso: quella del turista, dell’albergatore e di tutti i lavoratori stagionali, figure che vivono in simbiosi e che sono complementari. Non è solo un problema dunque di fare pranzare e cenare ogni giorno i nostri ospiti, è proprio il ritmo della vita turistica di massa ad essere un loop e tutti i protagonisti di questo enorme rito collettivo vivono nella ripetizione.
Come uno strumento-campionatore può suonare lo stesso sample a diverse frequenze così il loop può essere più o meno accelerato in funzione delle presenze turistiche e in base al mese dell’anno: se la stagione è alta, bassa, media, all’inizio, alla fine…
Così il ritmo cambia e con esso anche il livello di stress di coloro che lo seguono…