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Archivio di settembre 2007

“Noi siamo Stato”, Bergonzoni al V-Day

venerdì 28 settembre 2007


“Grazie! Grazie Grillo! Grande appuntamento. Appunti per un appuntamento. Grillo ci ha dato il modo, a me viene il modo alla gola. Bisogna dire, fare, far combaciare il dire con il fare. Firmamento, cioè andate a firmare e andiamo a firmare; testa, senza mento, testa. Usare la testa, altrimenti la penitenza la facciamo noi! I condannati siamo noi se non cambiamo. Questa volta indicare non è maleducato. La sollevazione popolare. Grillo diceva la sollevazione popolare: per vedere cosa c’è dentro, cosa c’è dentro!
Fanno i duecento all’ora, i politici. Certi politici.
Sono stato inquisito. E allora?
Sono stato condannato. E allora?
Non me ne andrò mai.E allora?
Sono colluso.E allora?
Non me ne frega niente.E allora?
E allora?
E’ velocità, questa. Vanno fermati per la velocità.
Dobbiamo montarci la testa, montarla
! L’abbiamo sul comodino: va montata! A vita, a vita! Se no non funziona! La testa va montata! Chi è steso al potere a prendere il sole, ci prende il sole. Non voglio il sole? Voglio il sole. Non chiedo la luna, lo voglio il sole! Non ce ne facciamo una ragione? Cerchiamo tutte le ragioni! Usiamo le furbici per tagliare. Le furbici per tagliare.
Gli spenti. Abbasso gli spenti, non siamo spenti! Noi non andiamo a elica, andiamo a reazione: questa piazza è una reazione! Una reazione! C’è una monarchia che ci piace: il suo re è re-agire e re-sponsabile. Sono i due re che noi vogliamo. Re-agire! Certe volte siamo avversari del cane, ma amici dell’osso. Siamo conniventi.
Ribelliamoci, torniamo al bello. Ri-bello. Rivoglio il bello! La metereologia sociale, culturale, antropologica, filosofica.
Dove siamo arrivati? Il problema non è dove siamo arrivati, è quando cominciamo. Oggi! Cominciamo oggi! Ora! E’ la cosa importante.
Dice: “ma è una forma di violenza”. La violenza brutta e cattiva non mi piace, ma siccome c’è quella bella e buona…usiamo la violenza bella e buona! Devono dormire preoccupati. Dormire preoccupati. Non possiamo solo chiedere gli autografi alle persone, dobbiamo anche dire “non va!”. Chiediamo a certi giornalisti che vanno a chiedere a una persona che non è ancora condannata che cosa ha fatto o al padre di un bambino morto cosa si prova ad avere un figlio morto, chiediamo a quel giornalista di andare da un’altra parte! Non lì! Questa non è politica, è cultura, è cultura!
Chi è Stato? Noi siamo Stato! Chi è Stato? Noi siamo Stato! Loro sono stati? No, no, non so, ma loro non sono Stato. Vanno contestati. E lo Stato è uno Stato pietoso? Non lo so. Cerchiamo di essere maiuscoli!
L’uomo deserto insabbia e vende miraggi. Non si può. Il popolo degli zittiti non esiste, gli zittiti non esistono! Attenzione ai mezzi di distrazione di massa! Beppe Grillo ci ha raccontato cose che potevamo, forse, sapere prima, ma ci sono i mezzi di distrazione di massa! Certa televisione, certi reality, certo calcio, certe ore spese a cazzeggiare!
E intanto pensiamo ad altro. Meno morbo di “Cronic”, il morbo della cronaca. Meno cronaca, parliamo d’altro. A forza di ridere restano. Basta scherzarci sopra, dobbiamo non starci sotto! Il campanello d’allarme lui l’ha suonato. Abbiamo suonato il campanello. Possiamo andare su e vedere cosa c’è, suonando il campanello d’allarme? Questa è la domanda. L’intelligenza e l’onestà sono una dogana, non passano tutti. Scendiamoci in testa, non basta una piazza. Ogni giorno possiamo fare una manifestazione interiore, nella propria testa! L’abbiamo un’anima o abbiamo solo un corpo? E’ una domanda. Siamo feriti dall’illegalità e le bende ce le mettono sugli occhi. Non è lì che vanno le bende. Protesta interiore.
L’altra domanda che mi faccio è: è importante vedere perchè Tanzi è arrivato lì, cosa facciamo nella scuola e nell’Università perchè non si formino industriali di quel genere? Cosa si fa? Questo è il tema! Chiudo. La casa di tolleranza. Torniamo a casa, non tolleriamo più! Non tolleriamo più! I partiti dei partiti!
Grazie Beppe! Pensare! Pensare!”

Alessandro Bergonzoni

Donne e buoi dei paesi che vuoi

venerdì 28 settembre 2007

Terra amore

Siamo già in tanti, e probabilmente nel prossimo futuro saremo sempre di più, a far parte di coppie in cui uno dei due partner è straniero. In verità di solito ad essere italiano è lui, mentre lei è straniera (tra le mie conoscenze c’è solo una ragazza con un ragazzo straniero).

Questa è la globalizzazione dell’amore, la globalizzazione che vorrei: culture a volte lontanissime si mescolano, si confondono e si integrano in nome di quella scintilla inesplicabile che fa scattare i sentimenti più forti e il conseguente desiderio di vivere assieme. La differenza è sempre ricchezza e diventa così un’occasione per aprirsi al mondo intero!

Ho tantissimi amici e conoscenti che hanno fatto la stessa mia scelta (dal 2004 sono sposato con Olga, una ragazza bielorussa) e che sono riusciti a creare con il tempo coppie abbastanza affiatate.

Di seguito elenco in ordine sparso i loro nomi con accanto la nazionalità delle loro compagne, tanto per sfatare il vecchio detto “donne e buoi dei paesi tuoi” :

Marco, ingegnere, da tempo immemorabile con una ragazza austriaca
Stefano, geologo, da tempo immemorabile con una ragazza olandese
Guerrino, operaio, tra poco si sposa con una ragazza di Santo Domingo
Dario, bagnino, dopo diversi tira-e-molla ora aspetta un bebè con una ragazza thailandese (congratulazioni!)
Andrea, cuoco, con una ragazza brasiliana
Giona, insegnante, sposato da molti anni con una ragazza dell’Equador
Gabriele, imprenditore, con una ragazza polacca
Alessandro, impiegato, con una ragazza brasiliana
Abramo, ristoratore, con una ragazza colombiana
Marco, cuoco, da un’eternità con una ragazza argentina

In questo club esclusivo c’è solo una ragazza:
Federica, impiegata, da diversi con un ragazzo argentino

Il “Carciof one” di Elio e Le Storie Tese

domenica 23 settembre 2007


Non avrei mai pensato di inserire un spot televisivo sul mio Blog, ma non posso fare a meno di avere tra le mie pagine i 30 secondi di Elio e C. dedicati al famoso amaro a base di carciofo, veramente esilaranti!

Il delfino sull’arenile di Cattolica

giovedì 20 settembre 2007

Delfino sull’arenile di Cattolica

Oggi sull’arenile di Cattolica è arrivato un delfino (che ho fotografato), purtroppo per il suo ultimo viaggio in mare…

Un lunapark che si sta spegnendo

mercoledì 12 settembre 2007

lunapark di notte

Arriva l’autunno. Piano piano, sommessamente arriva.

Ci riporta alla dimensione silenziosa del ritiro in noi stessi dopo i fasti e l’espressioni di energia della bella stagione che sta finendo.

La cittadina balneare diventa sempre più vuota e tranquilla. L’aria si rischiara e i rumori si attenuano. I bambini cominciano ad andare a scuola, come sempre. Gruppi di vacanzieri attempati rimangono ad occupare lo spazio sempre più grande negli hotel.

Tempo di chiusura delle attività balneari e delle prime valutazioni su come è andata la stagione…

Gli arredi urbani e le decorazioni e tutte le cose ad uso e consumo dei turisti diventano quasi inutili orpelli con la luce tagliente di Settembre.

“Settembre andiamo è tempo di migrare…” ora i turisti se ne vanno ed abbandonano il mare…

Lasciando la cittadina balneare vuota e con i suoni e gli odori della chiusura. Un lunapark che si sta spegnendo…

Diabolico 11 Settembre

martedì 11 settembre 2007

11 Settembre

Quel giorno di 6 anni fa il sistema andò in cortocircuito. Tutti fummo vittime di un attacco simbolico che utilizzò magistralmente i media: il villaggio globale divenne così il villaggio globale del terrore. Il sogno americano e l’idea di un occidente libero e sicuro andarono in frantumi, ci fu una sorta di presa di coscienza collettiva della nostra fragilità.

Ci sentimmo infatti tutti più insicuri di fronte a uomini senza scrupoli pronti a tutto pur di portare a termine un piano diabolico preparato da lungo tempo. L’idea di un mondo senza guerre forse è tramontata per sempre: l’orologio della storia ha fatto un balzo all’indietro e ci ha riportato ad un’epoca oscura di terrore.

Non potremo più dimenticare una città ferita quasi mortalmente e poi inquinata dall’amianto e dalle altre sostanze immesse nell’atmosfera dai crolli degli edifici. E poi tutte le vittime e tra queste gli eroi, i pompieri che hanno sacrificato la loro esistenza per salvare i loro concittadini intrappolati nelle torri. Gli “uomini-angelo” che hanno compiuto l’ultimo volo prima della fine…

Quanti anni ci vorranno per fare luce pienamente su quello che avvenne? Chi furono i mandanti degli attentati e chi studiò il piano nei minimi dettagli? Perché l’uomo del 21esimo secolo compie atti criminali così assurdi e nefasti?

Eppure soffia, Ligabue omaggia Bertoli.

domenica 9 settembre 2007


Ligabue rende omaggio al grande Pierangelo Bertoli con una struggente versione di “Eppure soffia”.

Ecco il testo della canzone:

Eppure soffia

P. A. Bertoli (1977)

E l’acqua si riempie di schiuma il cielo di fumi
la chimica lebbra distrugge la vita nei fiumi
uccelli che volano a stento malati di morte
il freddo interesse alla vita ha sbarrato le porte
un’isola intera ha trovato nel mare una tomba
il falso progresso ha voluto provare una bomba
poi pioggia che toglie la sete alla terra che è vita
invece le porta la morte perché è radioattiva

Eppure il vento soffia ancora
spruzza l’acqua alle navi sulla prora
e sussurra canzoni tra le foglie
bacia i fiori li bacia e non li coglie

Un giorno il denaro ha scoperto la guerra mondiale
ha dato il suo putrido segno all’istinto bestiale
ha ucciso, bruciato, distrutto in un triste rosario
e tutta la terra si è avvolta di un nero sudario
e presto la chiave nascosta di nuovi segreti
così copriranno di fango persino i pianeti
vorranno inquinare le stelle la guerra tra i soli
i crimini contro la vita li chiamano errori

Eppure il vento soffia ancora
spruzza l’acqua alle navi sulla prora
e sussurra canzoni tra le foglie
bacia i fiori li bacia e non li coglie
eppure sfiora le campagne
accarezza sui fianchi le montagne
e scompiglia le donne fra i capelli
corre a gara in volo con gli uccelli

Eppure il vento soffia ancora!!!

Pioggia

martedì 4 settembre 2007

pioggia

Riportami quell’umore ancestrale

ove gioia e tristezza si mescolano

in una danza alternata.

Acqua che scendi, scroscio impetuoso

invadi gli spazi bassi dell’anima

Riempi i miei vuoti con un sospiro

cerco di prenderti ma fuggi e ti adatti.

Così ammiro la natura che copre la strada

con aghi di pino…


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