Un burqa sull’informazione

Riporto dal blog del grande Beppe nazionale:
“Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo.
La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro. ”
Cioè in altre parole con questo disegno di legge possiamo dire addio alla libertà di parola on line. Addio all’informazione indipendente che da’ fastidio ai potenti. Non si potrà più avere un blog senza un controllo burocratico all’italiana con tanto di bolli firme e controfirme.
Questa legge infame dovrebbe salvaguardare la “tutela e la promozione del principio del pluralismo dell’informazione affermato dall’articolo 21 della Costituzione” ma in realta crea un meccanismo perverso che imbavaglia e castra ogni forma di informazione alternativa a quella mainstream che fa comondo al potere costituito.
In un paese come il nostro, dove si destinano 36 milioni di euro (nostri soldi!) per creare un portale fallimentare e che sta per chiudere, Italia.it, i politici se la prendono con i piccoli blogger che, con i loro siti cercano di esprimersi liberamente.
I blogger svolgono una funzione sociale insostituibile: riempiono gratuitamente, senza percepire compensi, il vuoto creato dall’informazione-spettacolo televisiva che sa solo propinarci cronaca nera, gossip, notizie spazzatura, e non ci informa mai sui problemi reali del nostro paese (un esempio per tutti: Studio Aperto su Italia 1… scandaloso!).
Il controllo della rete e dunque delle informazioni scomode da questa veicolate sembra un problema ormai divenuto globale: anche negli Stati Uniti si vuole disincentivare l’informazione indipendente tassando internet, leggete questo articolo.
Tutto questo è una vergogna. Speriamo che il popolo del web si rivolti e che in Italia la legge non passi in Parlamento, ma dopo lo spauracchio del V-Day penso che i parlamentari la voteranno tutti compatti…
PS Un interessante sito che analizza tutti difetti tecnici di italia.it il portale più costoso della storia del web in Italia…