Ciao Alessandro

I primi anni della nostra infanzia

Hai deciso di tornare a casa. Su quella ferrovia che ci ha visto crescere i primi anni della nostra infanzia. E quel rumore che faceva tremare i vetri e che conoscevi così bene ti ha inghiottito. Da piccoli ci siamo picchiati molte volte, è vero, non ci stavamo simpatici. Una volta cresciuti ci siamo affrontati in kimono al parco e ce le siamo date di santa ragione. A quel tempo facevo judo ed ero desideroso di confrontarmi e di dimostrare la superiorità della mia tecnica, tu eri un agonista nel taekwondo e tiravi calci spettacolari.

E quella sfida che un giorno ti lanciai con una scritta in codice su un pezzo di carta? Tu capisti subito al volo che ero io. Ci organizzammo in bande. La nostra strada così si divise in due gruppi contrapposti che segretamente tramavono l’uno contro l’altro armati… Spade di legno, fionde, catapulte. Giocavamo a fare la guerra. Nonostante le numerose lotte tra noi, ti ho sempre considerato come un pezzo della mia giovinezza. Una tessera di quel puzzle che è la nostra gioventù nel momento più bello, quando ci affacciamo alla vita e realizziamo di esserci e di essere vivi.

Ciao Alessandro!

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