Archivio di febbraio 2008

Parco sempione, Elio e le Storie Tese e gli speculatori

venerdì 29 febbraio 2008


Elio & C. sono usciti alla grande con il nuovo “Studentessi”. “Parco Sempione” è il primo estratto. Leggete l’ultima strofa, Elio si rivolge ai politici e agli speculatori di Milano (ma potrebbero essere di qualsiasi altra città) e non gliele manda a dire. La cementificazione avanza nel capoluogo lombardo con l’abbattimento del bosco di Gioia dove è in costruzione il nuovo palazzo della Regione. Contro questa ennesima speculazione Rocco Tanica aveva fatto anche uno sciopero della fame.

Ecco a voi il testo italiano-lombardo:

Parco Sempione
Verde e marrone
dentro la mia citta’
metto su il vibro
leggo un bel libro
cerco un po’ di relax
all’improvviso
senza preavviso
si sente un pim pam pum
un fricchettone
forse drogato
suona e non smette più (bonghi)

questo fatto mi turba
perchè suona di merda
non ha il senso del ritmo
e non leggo più il libro
quasi quasi mi alzo
vado a chiedergli perchè
ha deciso che, cazzo,
proprio oggi
niente lo fermerà.

Piantala con sti bonghi
non siamo mica in Africa
porti i capelli lunghi
ma devi fare pratica
sei sempre fuori tempo
così mi uccidi l’Africa
che avrà pure tanti problemi
ma di sicuro non quello del ritmo

“Dai barbon, cerca de sona mej,
che son dree a fà balla i pe!
Anca se gh’hoo vottant’ann,
voo giò in ballera con la mia miee.
Ohè, che dò ball,
te me s’ceppet l’oreggia,
ti, i to sciavatt e i bònghi!”

Caro signore
sa che le dico
questa è la liberta’
sono drogato
suono sbagliato
anche se a lei non va

non vado a tempo
lo so da tempo
non è una novita’
io me ne fotto
cucco di brutto
grazie al mio pim pum pam (bonghi)

Questa cosa mi turba
e mi sento di merda
quasi quasi mi siedo
ed ascolto un po’ meglio
forse forse mi sbaglio
forse ho preso un abbaglio
forse forse un bel cazzo
fai cagare
questa è la verità

Ora ti sfondo i bonghi
per vendicare l’Africa
quella che cucinava
l’esploratore in pentola
ti vesti come un rasta,
ma questo no, non basta
sarai pure senza problemi
ma di sicuro c’hai quello del ritmo

“Oè! Te tiri ona pesciada in del cuu!
Va a ciappà i ratt’!
Te pòdet vend dòma el tò ciccolatt!”

Ecco spiegato
cosa succede
in tutte le citta’
Io suono i bonghi
tu me li sfondi
di questo passo
dove si finirà?

Ecco perchè qualcuno
pensa che sia più pratico
radere al suolo un bosco
considerato inutlie
roba di questo tipo
non si è mai vista in Africa
che avrà pure tanti problemi
ma di sicuro non quello dei boschi

Vorrei suonare i bonghi
come se fossi in Africa
sotto la quercia nana
in zona Porta Genova
sedicimila firme
niente cibo per Rocco Tanica
ma quel bosco l’hanno rasato
mentre la gente era via per il ponte

Se ne sono sbattuti il cazzo
ora tirano su un palazzo
han distrutto il bosco di Gioia
QUESTI GRANDISSIMI FIGLI DI TROIA!!

Il paradiso esiste

martedì 26 febbraio 2008


Chiudete un attimo gli occhi e immaginatevi immersi in questo splendido panorama. Rilassatevi ascoltando il suono delle onde del mare delle Andamane. Siete a Nopparat Thara, vicino a Ao Nang – Krabi, Thailandia. Un luogo accessibile solo via mare, il paradiso esiste ed è lì.

Se avete in programma un viaggio in Thailandia fermatevi a visitare questo parco naturale. La bellezza del luogo e la natura vi rigenereranno…

Il migliore uso della TV

domenica 17 febbraio 2008


Sono senza parole. A voi il commento di queste affermazioni…

Zeitgeist o forse David Icke?

mercoledì 13 febbraio 2008


Vi invito a vedere questo film documentario no-profit che dipinge un inquietante quadro del mondo di oggi: ci sarebbe in atto un immane inganno globale ai danni di tutti noi. Ovviamente tutte le affermazioni contenute vanno verificate e prese con il beneficio del dubbio. “Zeitgeist” (in italiano “Spirito del Tempo”) mi sembra comunque ben realizzato e denso di spunti interessanti. Si rifà in gran parte alla famosa “teoria del complotto“: un piccolo manipolo di potentissimi banchieri sarebbero gli artefici di una macchinazione diabolica che porterà in futuro alla schiavitù di tutta l’umanità.

Queste idee non sono una novità, furono infatti già messe per iscritto negli anni ’90 da un giornalista inglese ex portavoce del partito verde britannico, tale David Icke. Nei sui numerosi libri sosteneva che le azioni manipolatorie sull’umanità erano dovute alla nefasta influenza di entità spirituali extraterrestri “della 4a dimensione”: i rettiliani. Questi alieni, secondo Icke, si sarebbero impossessati (!) da migliaia di anni delle coscienze dei potenti del mondo e avrebbero alterato tutta la storia del genere umano… “Zeitgeist”, a differenza di Icke, non ricorre a fantastiche influenze esoteriche per trovare una causa del complotto. Piuttosto che darne una spiegazione, dunque, si limita semplicemente a descrivere il grande inganno globale ai danni del genere umano e questo gli fa onore.

Il film è diviso in tre parti, ognuna delle quali cerca di far luce su un tema ben definito: le origini delle religioni, l’11 settembre e l’organizzazione delle banche centrali.

Per ulteriori informazioni su “Zeitgeist”, questo è il sito ufficiale: http://zeitgeistmovie.com/

La pagina su Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Zeitgeist%2C_the_Movie

Quel piccolo aiutino azzurro

mercoledì 13 febbraio 2008

[youtube snMtnO8guD4 Pubblicità del viagra]

Ecco come in Azerbaijan viene pubblicizzata quella pillola azzurra che può fare miracoli innalzando al cielo il nostro vessillo….

Michael Jackson: inquietante decaduto mito americano

martedì 12 febbraio 2008

Michael Jackson black and white

Quando ero teen ager adoravo il Peter Pan della musica pop americana. L’album più venduto della storia della musica, Thriller, che proprio in questi giorni festeggia il 25esimo anniversario dalla pubblicazione, è stato un momento straordinario della musica degli anni ’80. Complici un grande produttore come Quincy Jones, turnisti di alto calibro, praticamente tutti i Toto, Paul McCartney ma soprattutto un Michael all’apice della carriera. Un artista a tutto tondo, uno splendido ballerino, un innovatore nel canto e nella danza, e tanti, tanti videoclip strepitosi.

Poi dopo cosa è successo?

Il successo, la fama e i dollari sono stata la rovina di questo bel giovanotto dell’Indiana: il suo volto, che fino a quel momento era stato oggetto di qualche piccolo ritocco di chirurgia estetica, a cui praticamente ricorre ogni vip dello star system made in USA, ha cominciato una mutazione inquietante.

Michael rinnega i tratti afroamericani inseguendo un modello estetico irreale: diventa una sorta di personaggio dei cartoni animati giapponesi con tanto di nasino all’insù.

Michael non distingue la dimensione rappresentata dal suo essere uomo pubblico dei gossip e la dimensione privata. Lui vuole essere un Peter Pan bianco. Ha uno stile di vita da favola, bizzarro. La cosa che però salta subito agli occhi è l’alienazione, l’estraneità dell’uomo. Michael si è perso inseguendo un idealtipo disumano.

Così comincia la discesa dall’olimpo del re della musica pop. Michael perde gradualmente la faccia, diventa irriconoscibile. La sua musica diventa sempre più piatta e “bianca”, come il suo volto. Michael è sempre più alieno e alienato dagli altri esseri umani.

Nella sua campana di vetro è un fantasma di quello che è stato: un pezzo importante della black music degli anni ’70 e ’80. Assieme al volto cambia anche la sua voce che diventa gradualmente più roca ed isterica. Quasi aggressiva. E’ triste, mi dispiace vedere deperire un artista così talentuoso.

Michael forse rappresenta una sorta di agnello sacrificale del music business: è l’incarnazione di una società che vorrebbe l’individuo sempre più indeterminato, sempre più virtuale (virtuale nell’accezione “allo stato di potenza”). Micheal l’indeterminato non è più nero, ma non è neanche bianco, non è un ragazzo ma neppure un vecchio, non è pienamente uomo, ma neanche donna.

E’ una chimera. Questo è mostruoso. I suoi fan non l’abbandonano e sono pronti a giurargli fedeltà. Sono partecipi al dolore di questo eterno ragazzo, preda dei suoi mostri interiori, che ha sacrificato la sua vita e il suo aspetto fisico inseguendo “L’isola che non c’è”.

Buonanotte all’Italia, povera patria

venerdì 8 febbraio 2008

Ho ascoltato l’ultima canzone di Luciano Ligabue e mi è venuto in mente un pezzo dei primi anni ’90: “Povera patria”. Musicalmente era completamente diverso ma affrontava lo stesso tema. Composta e cantata dal grande Franco Battiato, che per l’occasione era andato a registrare presso i mitici studi Abbey Road di Londra (quelli dei Beatles per intenderci), ha un testo ancora perfettamente attuale. Confrontare le parole delle due canzoni porta inevitabilmente ad un’amara conclusione: da quegli anni bui a oggi non è cambiato nulla in Italia.

Il clima politico in cui uscì “Povera Patria”, infatti, fece da preludio a tangentopoli e agli omicidi di Falcone e Borsellino, poi all’ascesa al potere del fenomeno politico e televisivo di (S)Forza Italia che nel 1994 vinse le elezioni ed andò al governo della nostra povera Italia sdoganando e portando con sé nei palazzi del potere un nutrito numero di ex e neo fascisti.

Oggi la storia, forse, si sta ripedendo. Mi piacerebbe che “Buonanotte all’Italia” fosse solo una ninna nanna e che al risveglio ci aspettasse un giorno migliore ma purtroppo temo che la notte sarà lunga e piena di incubi

A voi il video e il testo della nuova canzone di Ligabue:


Di canzone in canzone
di casello in stazione
abbiam fatto giornata
era tutta da fare
la luna ci ha presi
e ci ha messi a dormire
o a cerchiare la bocca
per stupirci o fumare
come se gli angeli fossero lì
a dire che si
e tutto possibile

Buonanotte all’Italia deve un po’ riposare
tanto a fare la guardia c’è un bel pezzo di mare
c’è il muschio ingiallito dentro questo presepio
che non viene cambiato, che non viene smontato
e zanzare vampiri che la succhiano lì
se lo pompano in pancia un bel sangue così
Buonanotte all’Italia che si fa o si muore
o si passa la notte a volerla comprare
come se gli angeli fossero lì
a dire che si
e tutto possibile
come se i diavoli stessero un po’
a dire di no, che son tutte favole

Buonanotte all’Italia che ci ha il suo bel da fare
tutti i libri di storia non la fanno dormire
sdraiata sul mondo con un cielo privato
fra San Pietro e Madonne
fra progresso e peccato
fra un domani che arriva ma che sembra in apnea
e disegni di ieri che non vanno più via
di carezza in carezza
di certezza in stupore
tutta questa bellezza senza navigatore
come se gli angeli fossero lì
a dire che si
e tutto possibile
come se i diavoli stessero un po’
a dire di no, che son tutte favole

Buonanotte all’Italia con gli sfregi nel cuore
e le flebo attaccate da chi ha tutto il potere
e la guarda distratto come fosse una moglie
come un gioco in soffitta che gli ha tolto le voglie
e una stella fa luce senza troppi perché
ti costringe a vedere tutto quello che c’è
Buonanotte all’Italia che si fa o si muore
o si passa la notte a volersela fare

Povera Patria

Ed ecco a voi “Povera patria” di Franco Battiato. Il video a cui fa da sottofondo consiste in una selezione di immagini che da sole valgono più di mille parole:


Povera Patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos’è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.

Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore…
ma non vi danno un po’ di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?

Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.

Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali,
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.

Non cambierà, non cambierà
sì che cambierà, vedrai che cambierà.

Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature,
se avremo ancora un po’ da vivere…
la primavera intanto tarda ad arrivare.

Addio Meastro Maharishi

mercoledì 6 febbraio 2008

maharishi e i Beatles

Apprendo proprio ora che a 91 anni Maharishi Mahesh Yogi ci ha lasciato.

Mi unisco al dolore di tutti i suoi seguaci e di tutti coloro che praticano la Meditazione Trascendentale.

Prima di colpire occorre sempre mirare

sabato 2 febbraio 2008


:-)


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