In questi giorni stiamo assistendo al crollo economico della finanza mondiale, un crollo annunciato da tempo e per nulla inatteso: tutti noi avevamo avuto numerose avvisaglie ed era (quasi) tutto previsto. Tutto questo porterà tra poco tempo all’annunciato sgonfiarsi della bolla speculativa degli immobili, alla crisi del mercato immobiliare dovuto direttamente o indirettamente all’immissione sul mercato dei mutui subprime e di prodotti finanziari ad altissimo rischio mascherati e chiamati “prodotti strutturati” “derivati” ecc.
Gli analisti in tv e sui giornali ci dicono “il mondo è in recessione”, “per l’anno prossimo si prevede crescita zero o decrescita” e tante sentenze negative e terrorizzanti… “Il mondo sta fallendo”. Come è possibile che il mondo fallisca?. A me sembra una frase senza senso, un’idiozia. Almeno una frase così generica e banale. Non capisco cosa intendono questi cosiddetti “esperti”, spesso prezzolati e al servizio delle banche, per “mondo” quando sentenziano il suo fallimento. Il soggetto “mondo” è oltremodo vago e indeterminato.
Costoro dovrebbero affermare invece, se fossero più onesti: “questo mondo di sanguisughe usurai, speculatori corrotti e mafiosi, disonesti senza scrupoli sta implodendo su se stesso. La festa è finita, dopo la sbornia neoliberista, ora c’è il coma etilico….” Ecco: la verità è che questa crisi è dovuta all’egoismo sconfinato di questi vampiri assassini e alla globalizzazione che ha diffuso il virus su tutto il pianeta. L’egoismo smisurato di questi usurai ci ha portato alla fine di un sistema di un paradigma, di una visione del mondo. Un mondo è finito, non il Mondo. Il LORO MONDO è finito.
Loro ora vorrebbero farci pagare le loro speculazioni: ci chiedono lacrime e sangue, nell’estremo tentativo di socializzare le perdite e di continuare così imperterriti a privatizzare gli utili, si pensi al caso Alitalia. No cari amici, noi non paghiamo i vostri errori. Non possiamo e non dobbiamo. Il Mondo andrà avanti e dobbiamo unirci e lottare assieme: bisogna cambiare paradigma e combattere chi vive speculando sul lavoro delle persone oneste, dei contadini, dei bambini vietnamiti, delle lavoratrici cinesi…
E ora di dire BASTA, un basta forte e chiaro all’idea che si possa continuare a socializzare le perdite del mondo finanziario. Si è invocato il neoliberismo come panacea per tutti i mali quando le vacche erano grasse, adesso che la mucca è stata munta fino alle ossa e non ha neanche più sangue si invoca l’intervento statale… “Ci pisciano addosso e poi dicono che piove”, proprio così!
Non ci rimane che resistere e sperare che tramonti definitivamente l’idea che alla crescita economica corrisponda un essere umano più felice… Lenta e sana decrescita, una decrescita felice, questa è l’idea per il futuro. Dobbiamo cambiare paradigma, il nostro modello di sviluppo la nostra visione del progresso basato sulla crescita economica, non hanno alcun senso considerando che le risorse naturali e energetiche del pianeta sono limitate.
Uno dei maggiori esperti italiani di “decrescita felice” è Maurizio Pallante che il 17 Ottobre sarà a Misano Adriatico presso il cinema Astra per una conferenza dal titolo: “Per una decrescita felice: la qualità della vita non dipende dal Pil”.
In una notte cupa e molto noiosa, l’unica luce che mi illuminava era quella del monitor: GarageBand, Imovie più un pizzico di creatività hanno fatto il resto.