Sotto un cielo di scie chimiche, un saluto ai miei cari che non ci sono più

 Scie chimiche

Domenica 2 Novembre, giorno dedicato ai nostri cari che ci hanno lasciato, luogo: cimitero di Cattolica…

Da solo, senza moglie, compro un mazzo di fiori e lo divido tra i nonni che ancora mi guardano in fotografia e che ancora penso siano vivi e che mi sembra di avere di fronte.. Poi guardo in alto e penso: “la loro essenza è lì, è ritornata al tutto da dove erano venuti prima di nascere…” In questa giornata serena, il cielo è di un bell’azzurro, peccato che in alto ci sia una cosa bianca che mi urta e mi infastidisce profondamente… una cosa di due parole: “scie chimiche“!!!

Erano lì, tagliavano a fettine il cielo, ne ho contate quattro o cinque, forse erano di più. Due di queste si incrociavano formando un angolo retto e rendevano penoso il mio guardare col naso all’insù.

Il cielo decantato dai poeti e dai mistici ora ridotto a luogo di transito di jet con i loro residui tossici… Non credo agli angeli, ma se questi esistessero vorrei che scendessero dal loro palazzo celeste e punissero chi infrange la bellezza e la poesia del guardare all’insù.

Vorrei anche che le nuvole tornassero ad avere forma di nuvola… Cicciottele e casuali, naturali insomma. Sono stufo di vedere queste scie che lentamente si allargano e creano una sorta di foschia artificiale.

Angeli che leggete il mio blog, per favore scendete e rendete il cielo degno del suo nome, un Cielo Azzurro con nuvole normali, popolato  di anime gioiose senza gas e residui tossici…

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