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Archivio della Categoria 'Tempi moderni'

Sotto un cielo di scie chimiche, un saluto ai miei cari che non ci sono più

martedì 4 novembre 2008

 Scie chimiche

Domenica 2 Novembre, giorno dedicato ai nostri cari che ci hanno lasciato, luogo: cimitero di Cattolica…

Da solo, senza moglie, compro un mazzo di fiori e lo divido tra i nonni che ancora mi guardano in fotografia e che ancora penso siano vivi e che mi sembra di avere di fronte.. Poi guardo in alto e penso: “la loro essenza è lì, è ritornata al tutto da dove erano venuti prima di nascere…” In questa giornata serena, il cielo è di un bell’azzurro, peccato che in alto ci sia una cosa bianca che mi urta e mi infastidisce profondamente… una cosa di due parole: “scie chimiche“!!!

Erano lì, tagliavano a fettine il cielo, ne ho contate quattro o cinque, forse erano di più. Due di queste si incrociavano formando un angolo retto e rendevano penoso il mio guardare col naso all’insù.

Il cielo decantato dai poeti e dai mistici ora ridotto a luogo di transito di jet con i loro residui tossici… Non credo agli angeli, ma se questi esistessero vorrei che scendessero dal loro palazzo celeste e punissero chi infrange la bellezza e la poesia del guardare all’insù.

Vorrei anche che le nuvole tornassero ad avere forma di nuvola… Cicciottele e casuali, naturali insomma. Sono stufo di vedere queste scie che lentamente si allargano e creano una sorta di foschia artificiale.

Angeli che leggete il mio blog, per favore scendete e rendete il cielo degno del suo nome, un Cielo Azzurro con nuvole normali, popolato  di anime gioiose senza gas e residui tossici…

Come può fallire il mondo? Più felici con la decrescita!

giovedì 9 ottobre 2008

 Il sistema economico che socializza le perdite

In questi giorni stiamo assistendo al crollo economico della finanza mondiale, un crollo annunciato da tempo e per nulla inatteso: tutti noi avevamo avuto numerose avvisaglie ed era (quasi) tutto previsto. Tutto questo porterà tra poco tempo all’annunciato sgonfiarsi della bolla speculativa degli immobili, alla crisi del mercato immobiliare dovuto direttamente o indirettamente all’immissione sul mercato dei mutui subprime e di prodotti finanziari ad altissimo rischio mascherati e chiamati “prodotti strutturati” “derivati” ecc.

Un intero sistema sembra arrivato sull’orlo del baratro e alcuni importanti istituzioni come il Fondo Monetario Internazionale affermano che stiamo vivendo la più grave crisi economica dalla grande depressione del 1929. Anche il Papa ha esternato una frase abbastanza ridicola “il denaro non conta nulla… non ha alcun valore” e questo è vero, soprattutto per la chiesa di Roma che da duemila anni ha sempre nuotato nell’oro. Che lo vada raccontare a quelle famiglie che si sono viste dall’oggi al domani sbattute sul lastrico perché non avevano più la possibilità di pagarsi il mutuo sulla casa…Il denaro non avrebbe alcun valore se nessuno accettasse questa grande convenzione, questo grande inganno basato sul debito, ma purtroppo tutti vogliono il denaro e lottano per averne sempre di più…

Gli analisti in tv e sui giornali ci dicono “il mondo è in recessione”, “per l’anno prossimo si prevede crescita zero o decrescita” e tante sentenze negative e terrorizzanti… “Il mondo sta fallendo”. Come è possibile che il mondo fallisca?. A me sembra una frase senza senso, un’idiozia. Almeno una frase così generica e banale. Non capisco cosa intendono questi cosiddetti “esperti”, spesso prezzolati e al servizio delle banche, per “mondo” quando sentenziano il suo fallimento. Il soggetto “mondo” è oltremodo vago e indeterminato.

Costoro dovrebbero affermare invece, se fossero più onesti: “questo mondo di sanguisughe usurai, speculatori corrotti e mafiosi, disonesti senza scrupoli sta implodendo su se stesso. La festa è finita, dopo la sbornia neoliberista, ora c’è il coma etilico….” Ecco: la verità è che questa crisi è dovuta all’egoismo sconfinato di questi vampiri assassini e alla globalizzazione che ha diffuso il virus su tutto il pianeta. L’egoismo smisurato di questi usurai ci ha portato alla fine di un sistema di un paradigma, di una visione del mondo. Un mondo è finito, non il Mondo. Il LORO MONDO è finito.

Loro ora vorrebbero farci pagare le loro speculazioni: ci chiedono lacrime e sangue, nell’estremo tentativo di socializzare le perdite e di continuare così imperterriti a privatizzare gli utili, si pensi al caso Alitalia. No cari amici, noi non paghiamo i vostri errori. Non possiamo e non dobbiamo. Il Mondo andrà avanti e dobbiamo unirci e lottare assieme: bisogna cambiare paradigma e combattere chi vive speculando sul lavoro delle persone oneste, dei contadini, dei bambini vietnamiti, delle lavoratrici cinesi…

E ora di dire BASTA, un basta forte e chiaro all’idea che si possa continuare a socializzare le perdite del mondo finanziario. Si è invocato il neoliberismo come panacea per tutti i mali quando le vacche erano grasse, adesso che la mucca è stata munta fino alle ossa e non ha neanche più sangue si invoca l’intervento statale… “Ci pisciano addosso e poi dicono che piove”, proprio così!

Non ci rimane che resistere e sperare che tramonti definitivamente l’idea che alla crescita economica corrisponda  un essere umano più felice… Lenta e sana decrescita, una decrescita felice, questa è l’idea per il futuro. Dobbiamo cambiare paradigma, il nostro modello di sviluppo la nostra visione del progresso basato sulla crescita economica, non hanno alcun senso considerando che le risorse naturali e energetiche del pianeta sono limitate.

Uno dei maggiori esperti italiani di “decrescita felice” è Maurizio Pallante che il 17 Ottobre sarà a Misano Adriatico presso il cinema Astra per una conferenza dal titolo: “Per una decrescita felice: la qualità della vita non dipende dal Pil”.

Non mancate!!!!

Per saperne di più sulla decrescita felice:  http://www.decrescita.it/

Info sulla conferenza di Maurizio Pallante: 0541.618424


Apocalittico dis-integrato con qualche speranza…

sabato 2 agosto 2008

istigazione.jpg

Non mi sono mai sentito pienamente parte di un gruppo. Ho sempre preferito il lupo, cattivo e solitario alla pecora, o forse all’agnello: la vittima sacrificale, lo stereotipo dell’uomo integrato. Il suo rassicurante conformismo, un elemento che lo radica alla società, all’agire del gruppo umano è sempre stato per me insopportabile, una camicia di forza…

Odio il calcio, non sopporto i politici, la Tv mi sembra un’”arma di distrazione di massa” idiota e ipocrita piena di tette rifatte, culi al vento, e di facce come il culo, una cloaca il cui puzzo mi stordisce ed il cui solo merito è quello di illuminare, al posto del vecchio camino, un angolo della casa con una luce dal colore variabile.

Il buonismo di una certa sinistra mi sembra solo ipocrisia pura, scendere a compromessi con il potere e i $oldi. Mi dà il voltastomaco.

“Non essere così pesante, sei troppo pessimista, sii più lieve, leggero”… Leggo questo sui volti delle persone con cui parlo: non hanno però il coraggio di dirmelo in faccia. Eppure sono sincero, sono un apocalittico: penso che entro breve la nostra società andrà incontro ad una svolta, un cambiamento repentino e rivoluzionario, una catarsi, un rinnovamento, uno spostamento degli assi di riferimento…

Sento dentro di me che qualcosa di positivo sta avvenendo: il “gregge” è talmente atomizzato e vittima di quello che gli studiosi dell’informazione chiamano “sovraccarico informativo” che tra qualche anno i sistemi di governo tradizionali basati sull’uso della forza e dell’autoritarismo non riusciranno più a garantire l’ordine.

Questo fatto, che a prima vista può apparire scandaloso e pericoloso in realtà potrebbe preludere ad un cambiamento di vasta portata: la disintegrazione del gregge potrebbe favorire nuove forme di aggregazione, nuovi stili di vita e di consumo e forse all’abolizione del denaro per come lo conosciamo oggi. Una nuova forma di società libera dalle banche e dai debiti…

In questo senso si stanno muovendo alcune associazioni: il mio amico Mario Bruscella ad esempio ha creato da tempo un sito con l’intento di promuovere una nuova economia, “solidale” e umanista; ho cercato di dare il mio piccolo contributo aiutandolo nella realizzazione grafica del logo e del layout delle pagine web: www.economia-solidale.org

Un’altra realtà emergente è quella del Cohousing: www.cohousing-italy.com

“Cohousing significa convivere, coabitare; condividere. È uno stile di vita nuovo per l’Italia, ma si sta rapidamente diffondendo, tanto da attirare su di se l’attenzione delle istituzioni, dei media e di numerose associazioni, entità che stanno sostenendo questo modello di “housing” sociale”…

Piccoli segni di speranza.

Buonanotte all’Italia, povera patria

venerdì 8 febbraio 2008

Ho ascoltato l’ultima canzone di Luciano Ligabue e mi è venuto in mente un pezzo dei primi anni ‘90: “Povera patria”. Musicalmente era completamente diverso ma affrontava lo stesso tema. Composta e cantata dal grande Franco Battiato, che per l’occasione era andato a registrare presso i mitici studi Abbey Road di Londra (quelli dei Beatles per intenderci), ha un testo ancora perfettamente attuale. Confrontare le parole delle due canzoni porta inevitabilmente ad un’amara conclusione: da quegli anni bui a oggi non è cambiato nulla in Italia.

Il clima politico in cui uscì “Povera Patria”, infatti, fece da preludio a tangentopoli e agli omicidi di Falcone e Borsellino, poi all’ascesa al potere del fenomeno politico e televisivo di (S)Forza Italia che nel 1994 vinse le elezioni ed andò al governo della nostra povera Italia sdoganando e portando con sé nei palazzi del potere un nutrito numero di ex e neo fascisti.

Oggi la storia, forse, si sta ripedendo. Mi piacerebbe che “Buonanotte all’Italia” fosse solo una ninna nanna e che al risveglio ci aspettasse un giorno migliore ma purtroppo temo che la notte sarà lunga e piena di incubi

A voi il video e il testo della nuova canzone di Ligabue:


Di canzone in canzone
di casello in stazione
abbiam fatto giornata
era tutta da fare
la luna ci ha presi
e ci ha messi a dormire
o a cerchiare la bocca
per stupirci o fumare
come se gli angeli fossero lì
a dire che si
e tutto possibile

Buonanotte all’Italia deve un po’ riposare
tanto a fare la guardia c’è un bel pezzo di mare
c’è il muschio ingiallito dentro questo presepio
che non viene cambiato, che non viene smontato
e zanzare vampiri che la succhiano lì
se lo pompano in pancia un bel sangue così
Buonanotte all’Italia che si fa o si muore
o si passa la notte a volerla comprare
come se gli angeli fossero lì
a dire che si
e tutto possibile
come se i diavoli stessero un po’
a dire di no, che son tutte favole

Buonanotte all’Italia che ci ha il suo bel da fare
tutti i libri di storia non la fanno dormire
sdraiata sul mondo con un cielo privato
fra San Pietro e Madonne
fra progresso e peccato
fra un domani che arriva ma che sembra in apnea
e disegni di ieri che non vanno più via
di carezza in carezza
di certezza in stupore
tutta questa bellezza senza navigatore
come se gli angeli fossero lì
a dire che si
e tutto possibile
come se i diavoli stessero un po’
a dire di no, che son tutte favole

Buonanotte all’Italia con gli sfregi nel cuore
e le flebo attaccate da chi ha tutto il potere
e la guarda distratto come fosse una moglie
come un gioco in soffitta che gli ha tolto le voglie
e una stella fa luce senza troppi perché
ti costringe a vedere tutto quello che c’è
Buonanotte all’Italia che si fa o si muore
o si passa la notte a volersela fare

Povera Patria

Ed ecco a voi “Povera patria” di Franco Battiato. Il video a cui fa da sottofondo consiste in una selezione di immagini che da sole valgono più di mille parole:


Povera Patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos’è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.

Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore…
ma non vi danno un po’ di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?

Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.

Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali,
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.

Non cambierà, non cambierà
sì che cambierà, vedrai che cambierà.

Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature,
se avremo ancora un po’ da vivere…
la primavera intanto tarda ad arrivare.

Bomb bomb bomb bomb Iran!

domenica 11 novembre 2007


La mitica hit degli anni ‘60 “Barbara Ann” dei Beach Boys diventa ora “Bomb Iran” ed incarna splendidamente il leitmotiv della politica estera americana-israeliana grazie alla premiata ditta Bush-Cheney-Rice-Olmert.

Ecco a voi il testo della canzone, potete impararlo a memoria se volete:

Bomb Bomb Bomb, Bomb Bomb Iran,
Bomb Bomb Bomb, Bomb… Let’s Bomb Iran!
Let’s take a stand and Bomb Iran!
They’re Evil-doers yes it’s true, there’s nothin’ left to do,
But Bomb Iran, Bomb Bomb, Bomb Bomb Iran!

Went to Iraq, caught lotsa flack,
No turnin’ back so while we’re there let’s just attack,
And Bomb Iran! Bomb Bomb, Bomb… Let’s Bomb Iran!
They’re a threat to me and you, there’s nothin’ left to do,
But Bomb Iran, Bomb Bomb, Bomb Bomb Iran!

Troops will have to see, a tour of duty 3,
They may get the shaft and you know we’ll have to draft,
To Bomb Iran! Bomb Bomb, Bomb… Let’s Bomb Iran!
They got the nukes you know it’s true, there’s nothin’ left to do,
But Bomb Iran, Bomb Bomb, Bomb Bomb Iran!

Bombed Afghanistan, but gave up the Taliban,
Hey at least this rhymes with “stan” and that’s enough to make a plan
To Bomb Iran! Bomb Bomb, Bomb… Let’s Bomb Iran!
You’re a commie if you doubt and my time is running out,
To Bomb Iran, Bomb Bomb, Bomb Bomb Iran!

Un grazie di cuore all’autore Adam Kontras

http://www.letsbombiran.com/

Un burqa sull’informazione

venerdì 19 ottobre 2007

burqa informatico

Riporto dal blog del grande Beppe nazionale:

“Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo.
La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.

Cioè in altre parole con questo disegno di legge possiamo dire addio alla libertà di parola on line. Addio all’informazione indipendente che da’ fastidio ai potenti. Non si potrà più avere un blog senza un controllo burocratico all’italiana con tanto di bolli firme e controfirme.

Questa legge infame dovrebbe salvaguardare la “tutela e la promozione del principio del pluralismo dell’informazione affermato dall’articolo 21 della Costituzione” ma in realta crea un meccanismo perverso che imbavaglia e castra ogni forma di informazione alternativa a quella mainstream che fa comondo al potere costituito.

In un paese come il nostro, dove si destinano 36 milioni di euro (nostri soldi!) per creare un portale fallimentare e che sta per chiudere, Italia.it, i politici se la prendono con i piccoli blogger che, con i loro siti cercano di esprimersi liberamente.

I blogger svolgono una funzione sociale insostituibile: riempiono gratuitamente, senza percepire compensi, il vuoto creato dall’informazione-spettacolo televisiva che sa solo propinarci cronaca nera, gossip, notizie spazzatura, e non ci informa mai sui problemi reali del nostro paese (un esempio per tutti: Studio Aperto su Italia 1… scandaloso!).

Il controllo della rete e dunque delle informazioni scomode da questa veicolate sembra un problema ormai divenuto globale: anche negli Stati Uniti si vuole disincentivare l’informazione indipendente tassando internet, leggete questo articolo.

Tutto questo è una vergogna. Speriamo che il popolo del web si rivolti e che in Italia la legge non passi in Parlamento, ma dopo lo spauracchio del V-Day penso che i parlamentari la voteranno tutti compatti…

PS Un interessante sito che analizza tutti difetti tecnici di italia.it il portale più costoso della storia del web in Italia…

“Noi siamo Stato”, Bergonzoni al V-Day

venerdì 28 settembre 2007


“Grazie! Grazie Grillo! Grande appuntamento. Appunti per un appuntamento. Grillo ci ha dato il modo, a me viene il modo alla gola. Bisogna dire, fare, far combaciare il dire con il fare. Firmamento, cioè andate a firmare e andiamo a firmare; testa, senza mento, testa. Usare la testa, altrimenti la penitenza la facciamo noi! I condannati siamo noi se non cambiamo. Questa volta indicare non è maleducato. La sollevazione popolare. Grillo diceva la sollevazione popolare: per vedere cosa c’è dentro, cosa c’è dentro!
Fanno i duecento all’ora, i politici. Certi politici.
Sono stato inquisito. E allora?
Sono stato condannato. E allora?
Non me ne andrò mai.E allora?
Sono colluso.E allora?
Non me ne frega niente.E allora?
E allora?
E’ velocità, questa. Vanno fermati per la velocità.
Dobbiamo montarci la testa, montarla
! L’abbiamo sul comodino: va montata! A vita, a vita! Se no non funziona! La testa va montata! Chi è steso al potere a prendere il sole, ci prende il sole. Non voglio il sole? Voglio il sole. Non chiedo la luna, lo voglio il sole! Non ce ne facciamo una ragione? Cerchiamo tutte le ragioni! Usiamo le furbici per tagliare. Le furbici per tagliare.
Gli spenti. Abbasso gli spenti, non siamo spenti! Noi non andiamo a elica, andiamo a reazione: questa piazza è una reazione! Una reazione! C’è una monarchia che ci piace: il suo re è re-agire e re-sponsabile. Sono i due re che noi vogliamo. Re-agire! Certe volte siamo avversari del cane, ma amici dell’osso. Siamo conniventi.
Ribelliamoci, torniamo al bello. Ri-bello. Rivoglio il bello! La metereologia sociale, culturale, antropologica, filosofica.
Dove siamo arrivati? Il problema non è dove siamo arrivati, è quando cominciamo. Oggi! Cominciamo oggi! Ora! E’ la cosa importante.
Dice: “ma è una forma di violenza”. La violenza brutta e cattiva non mi piace, ma siccome c’è quella bella e buona…usiamo la violenza bella e buona! Devono dormire preoccupati. Dormire preoccupati. Non possiamo solo chiedere gli autografi alle persone, dobbiamo anche dire “non va!”. Chiediamo a certi giornalisti che vanno a chiedere a una persona che non è ancora condannata che cosa ha fatto o al padre di un bambino morto cosa si prova ad avere un figlio morto, chiediamo a quel giornalista di andare da un’altra parte! Non lì! Questa non è politica, è cultura, è cultura!
Chi è Stato? Noi siamo Stato! Chi è Stato? Noi siamo Stato! Loro sono stati? No, no, non so, ma loro non sono Stato. Vanno contestati. E lo Stato è uno Stato pietoso? Non lo so. Cerchiamo di essere maiuscoli!
L’uomo deserto insabbia e vende miraggi. Non si può. Il popolo degli zittiti non esiste, gli zittiti non esistono! Attenzione ai mezzi di distrazione di massa! Beppe Grillo ci ha raccontato cose che potevamo, forse, sapere prima, ma ci sono i mezzi di distrazione di massa! Certa televisione, certi reality, certo calcio, certe ore spese a cazzeggiare!
E intanto pensiamo ad altro. Meno morbo di “Cronic”, il morbo della cronaca. Meno cronaca, parliamo d’altro. A forza di ridere restano. Basta scherzarci sopra, dobbiamo non starci sotto! Il campanello d’allarme lui l’ha suonato. Abbiamo suonato il campanello. Possiamo andare su e vedere cosa c’è, suonando il campanello d’allarme? Questa è la domanda. L’intelligenza e l’onestà sono una dogana, non passano tutti. Scendiamoci in testa, non basta una piazza. Ogni giorno possiamo fare una manifestazione interiore, nella propria testa! L’abbiamo un’anima o abbiamo solo un corpo? E’ una domanda. Siamo feriti dall’illegalità e le bende ce le mettono sugli occhi. Non è lì che vanno le bende. Protesta interiore.
L’altra domanda che mi faccio è: è importante vedere perchè Tanzi è arrivato lì, cosa facciamo nella scuola e nell’Università perchè non si formino industriali di quel genere? Cosa si fa? Questo è il tema! Chiudo. La casa di tolleranza. Torniamo a casa, non tolleriamo più! Non tolleriamo più! I partiti dei partiti!
Grazie Beppe! Pensare! Pensare!”

Alessandro Bergonzoni

Donne e buoi dei paesi che vuoi

venerdì 28 settembre 2007

Terra amore

Siamo già in tanti, e probabilmente nel prossimo futuro saremo sempre di più, a far parte di coppie in cui uno dei due partner è straniero. In verità di solito ad essere italiano è lui, mentre lei è straniera (tra le mie conoscenze c’è solo una ragazza con un ragazzo straniero).

Questa è la globalizzazione dell’amore, la globalizzazione che vorrei: culture a volte lontanissime si mescolano, si confondono e si integrano in nome di quella scintilla inesplicabile che fa scattare i sentimenti più forti e il conseguente desiderio di vivere assieme. La differenza è sempre ricchezza e diventa così un’occasione per aprirsi al mondo intero!

Ho tantissimi amici e conoscenti che hanno fatto la stessa mia scelta (dal 2004 sono sposato con Olga, una ragazza bielorussa) e che sono riusciti a creare con il tempo coppie abbastanza affiatate.

Di seguito elenco in ordine sparso i loro nomi con accanto la nazionalità delle loro compagne, tanto per sfatare il vecchio detto “donne e buoi dei paesi tuoi” :

Marco, ingegnere, da tempo immemorabile con una ragazza austriaca
Stefano, geologo, da tempo immemorabile con una ragazza olandese
Guerrino, operaio, tra poco si sposa con una ragazza di Santo Domingo
Dario, bagnino, dopo diversi tira-e-molla ora aspetta un bebè con una ragazza thailandese (congratulazioni!)
Andrea, cuoco, con una ragazza brasiliana
Giona, insegnante, sposato da molti anni con una ragazza dell’Equador
Gabriele, imprenditore, con una ragazza polacca
Alessandro, impiegato, con una ragazza brasiliana
Abramo, ristoratore, con una ragazza colombiana
Marco, cuoco, da un’eternità con una ragazza argentina

In questo club esclusivo c’è solo una ragazza:
Federica, impiegata, da diversi con un ragazzo argentino

Diabolico 11 Settembre

martedì 11 settembre 2007

11 Settembre

Quel giorno di 6 anni fa il sistema andò in cortocircuito. Tutti fummo vittime di un attacco simbolico che utilizzò magistralmente i media: il villaggio globale divenne così il villaggio globale del terrore. Il sogno americano e l’idea di un occidente libero e sicuro andarono in frantumi, ci fu una sorta di presa di coscienza collettiva della nostra fragilità.

Ci sentimmo infatti tutti più insicuri di fronte a uomini senza scrupoli pronti a tutto pur di portare a termine un piano diabolico preparato da lungo tempo. L’idea di un mondo senza guerre forse è tramontata per sempre: l’orologio della storia ha fatto un balzo all’indietro e ci ha riportato ad un’epoca oscura di terrore.

Non potremo più dimenticare una città ferita quasi mortalmente e poi inquinata dall’amianto e dalle altre sostanze immesse nell’atmosfera dai crolli degli edifici. E poi tutte le vittime e tra queste gli eroi, i pompieri che hanno sacrificato la loro esistenza per salvare i loro concittadini intrappolati nelle torri. Gli “uomini-angelo” che hanno compiuto l’ultimo volo prima della fine…

Quanti anni ci vorranno per fare luce pienamente su quello che avvenne? Chi furono i mandanti degli attentati e chi studiò il piano nei minimi dettagli? Perché l’uomo del 21esimo secolo compie atti criminali così assurdi e nefasti?

Eppure soffia, Ligabue omaggia Bertoli.

domenica 9 settembre 2007


Ligabue rende omaggio al grande Pierangelo Bertoli con una struggente versione di “Eppure soffia”.

Ecco il testo della canzone:

Eppure soffia

P. A. Bertoli (1977)

E l’acqua si riempie di schiuma il cielo di fumi
la chimica lebbra distrugge la vita nei fiumi
uccelli che volano a stento malati di morte
il freddo interesse alla vita ha sbarrato le porte
un’isola intera ha trovato nel mare una tomba
il falso progresso ha voluto provare una bomba
poi pioggia che toglie la sete alla terra che è vita
invece le porta la morte perché è radioattiva

Eppure il vento soffia ancora
spruzza l’acqua alle navi sulla prora
e sussurra canzoni tra le foglie
bacia i fiori li bacia e non li coglie

Un giorno il denaro ha scoperto la guerra mondiale
ha dato il suo putrido segno all’istinto bestiale
ha ucciso, bruciato, distrutto in un triste rosario
e tutta la terra si è avvolta di un nero sudario
e presto la chiave nascosta di nuovi segreti
così copriranno di fango persino i pianeti
vorranno inquinare le stelle la guerra tra i soli
i crimini contro la vita li chiamano errori

Eppure il vento soffia ancora
spruzza l’acqua alle navi sulla prora
e sussurra canzoni tra le foglie
bacia i fiori li bacia e non li coglie
eppure sfiora le campagne
accarezza sui fianchi le montagne
e scompiglia le donne fra i capelli
corre a gara in volo con gli uccelli

Eppure il vento soffia ancora!!!


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