
Tempo fa durante la trasmissione “Le Storie – Diario Italiano” di Corrado Augias ho assistito all’intervista del mio concittadino e coetaneo Samuele Bersani.
L’intervento di questo famoso cantautore, che tra l’altro ho la fortuna di conoscere, verteva in gran parte sulla strumentalizzazione degli eventi di cronaca più tragici da parte della TV e soprattutto di alcuni programmi di intrattenimento condotti da un giornalista dal nome di insetto…
Il caso di Cogne e l’uccisione del piccolo Samuele Lorenzi aveva infatti ispirato Samuele Bersani e in particolare la canzone “Cattiva”, primo estratto dell’album “Caramella Smog”, il cui testo era caratterizzato da una presa di posizione netta e politicamente scorretta.
Decisi così di complimentarmi con Samuele e gli scrissi dicendo che condividevo in toto il suo coraggioso sfogo perché, forse per la prima volta, aveva toccato un nervo scoperto della società dell’informazione: i fatti di cronaca che diventano spettacolo di intrattenimento televisivo.
Il sospetto matricidio di Cogne era infatti il pasto ideale per gli sciacalli della pseudoinformazione: Samuele si sentiva particolarmente coinvolto e chiamato in causa perché, per una singolare coincidenza, il suo nome veniva fatto ogni volta si parlasse di Cogne e dell’uccisione del piccolo suo sfortunato omonimo. Samuele “si sentiva chiamato” durante le innumerevoli trasmissioni incentrate su questo tragico fatto di cronaca.
Samuele anzi “il piccolo Samuele” diventava quasi un mantra ripetuto ossessivamente dall’insetto e da tutta qualla tv pruriginosa e pornografica nel senso più deleterio del termine.
E’ pornografia televisiva mostrare sfregandosi le mani il plastico della villetta di Cogne descrivendo nei minimi dettagli i movimenti dei Lorenzi, il pigiama, le macchie di sangue, le ciabatte, i possibili oggetti con cui l’assassino avrebbe infierito sul piccolo Samuele: “E’ stato questo o è stato quest’altro a uccidere il piccolo Samuele?” pontificava l’insetto…
Tutto questo malato accanirsi sui dettagli del delitto di Cogne accadeva mentre era ancora in atto l’”editto bulgaro” del nostro ex-premier che, durante una sua visita in Bulgaria appunto, aveva definito come “criminoso” l’uso della TV da parte di Biagi, Luttazzi, Santoro poi, di conseguenza, epurati senza pietà da tutti i palinsensti e costretti ad un lungo esilio televisivo…
Samuele Bersani venne redarguito da Augias quando osò definire “immondo” l’uso della TV da parte dell’insetto: “Questo lei non lo può dire”. Forse il giornalista sentiva il suo posto a richio magari con tanto di querela e strascichi giudiziari?
Ma questa era ed è la verità !!!
Dobbiamo dire stop a tutto ciò e fermare questo nostro dipendente – lo paghiamo noi con il canone -: esiste una petizione on line
Per sottoscriverla cliccate qui
Firmatela vi prego.